I Luoghi di Corti, Chiese e Cortili 2007

XXI edizione

Castello di Serravalle - Villa Lambertini - Centro Ca' la Ghironda - Badia di Monte san Pietro - Borgo di Oliveto - Rocca dei Bentivoglio - Chiesa di Monte san Giovanni - Parco della Chiusa - Villa Melotti Ferri Spada - Chiesa di Amola - Villa Turrini Rossi Nicolaj - Villa Isolani - Palazzo di Cuzzano - Piazza XV agosto - Palazzo Albergati - Abbazia di Monteveglio - Villaggio senza barriere "Pastor Angelicus" - Villa Marescalchi - Villa Stagni - Villa Edvige Garagnani - Chiesa di san prospero - Villa Beccadelli Grimaldi - Oratorio di sant'Egidio - Eremo di Tizzano - Chiesa parrocchiale di santo Stefano - Piazza G. Garibaldi - Auditorium di Calderino

 

CASTELLO DI SERRAVALLE (26 maggio) - All'interno del borgo antico di Castello di Serravalle, superare Castelletto in direzione Vignola, lo si trova sulla sinistra.
Si presenta come una tipica borgata medievale, una delle più caratteristiche di tutta la zona. Tolte poche case sparse, l’abitato è compreso nel recinto del castello dei Boccadiferro, nobile famiglia che ne fu proprietaria fino alla fine dell’‘800. L’edificio, adattato a dimora gentilizia intorno al ‘500, presenta nel suggestivo salone d’ingresso un bassorilievo in arenaria raffigurante un cavaliere, Iacopino da S. Lorenzo in Collina, famoso Capitano della Montagna.

VILLA LAMBERTINI (27 maggio)
Via S. Chierlo, 37/a, Monte San Pietro - Una volta superato Calderino, mantenersi in direzione di Tolè; una volta superato l'abitato di Monte san giovanni, si trova sulla sinistra via san Chierlo. Tenerla fino all'indicazione del luogo del concerto.
Sulla costa discendente dal Monte Bonsara si adagia la massiccia mole del palazzo, imponente edificio coronato da una torretta del XVI secolo. Più che di palazzo si potrebbe parlare di piccola fortezza per il peso e la forza della struttura a pianta quadrata, dotata di grossi bastioni murari agli spigoli del lato a valle. Non ha particolari pregi architettonici, se non la mole ed una certa sensazione di calore familiare, anche per un grazioso e gradevole portichetto su di un lato. Davanti alla villa si apre un ampio prato che si conclude con una piccola collinetta circondata da una corona di pini marittimi che ne fanno una sorta di palcoscenico naturale.

CENTRO CULTURALE CA’ LA GHIRONDA (3 giugno)
Via Leonardo da Vinci, 19, Zola Predosa - In frazione Ponte Ronca, seguire le indicazioni stradali per il Centro Cà la Ghironda. Il concerto si terrà nell'anfiteatro.
Area museale costituita da dieci ettari di parco con grandissima varietà di piante, si trova sulle colline di Ponte Ronca. Il Centro, oggi ampliato su progetto dell’arch. Mario Trenti e dell’ing. Paolo Sorba, ospita opere d’arte contemporanea, e si adagia, senza alterarne l’aspetto, sull’edificio preesistente che contiene opere d’arte classica e moderna. È inoltre luogo ideale per conferenze, convegni e concerti. Le sculture trovano originale collocazione nello splendido parco che contiene anche un anfiteatro naturale capace di 250 posti. La particolare unione che qui si attua tra arte e natura rende unico questo luogo. Il patrimonio artistico e naturale è stato raccolto e composto da Francesco Martani pittore, scultore e medico. La sua collezione d’arte è di grande pregio e comprende oggi molte opere di autori come Manzù, Colla, Vangi Guidi, Uncini, Depero, Fontana, De Kooning, Bacon, Guttuso, Scialoja, De Chirico, Campigli, Pomodoro, Mastroianni, Cascella e molti altri.

BADIA DI MONTE SAN PIETRO (9 giugno)
Via Mongiorgio, 4, Loc. Badia, Monte San Pietro - Sulla strada che da Calderino porta a Tolè, superare le frazioni Monte san Giovanni e Oca. Appena giunti in località Badia, girare a destra in via Mongiorgio.
Il complesso sorge in corrispondenza di un antico punto di pernottamento per i pellegrini diretti a Roma e costituisce una tappa obbligata di un percorso sulle Abbazie benedettine del Bolognese. Le tecniche costruttive e soprattutto il reimpiego, tipicamente medievale, di materiali ornamentali di epoca tardoantica, fanno datare la Chiesa intorno al XII-XIII secolo, con una ristrutturazione nel XV secolo.
All’interno si ricordano i resti di un affresco cinquecentesco nell’abside e la “Madonna tra Santi” dipinta nella lunetta sopra la porta principale, databile al XVI secolo. Il complesso è stato di recente acquisito dall’Amministrazione Comunale che intende porvi la sede del Museo del Vino e della Castagna.

BORGO DI OLIVETO, MONTEVEGLIO (14 giugno)
Il borgo di Oliveto sorge a 224 m., su una collina anticamente coperta di olivi, in posizione panoramica alla destra del Samoggia. Abitata fin dalla preistoria, la collina fu sede di abitati etruschi e forse romani. Nel 776 passò dal dominio longobardo all’abbazia di Nonantola. Nel 1131 si costituì in libero Comune che aderì poi alle sorti di Bologna. Venne distrutto nel 1428 per ribellione al dominio papale. Sono rimasti alcuni antichi monumenti: scarsi resti del castello dell’XI secolo, l’oratorio di S. Maria delle Grazie (già esistente nell’anno mille e recentemente restaurato), il campanile-torre della Chiesa di S. Paolo, nella quale è custodita una pala seicentesca attribuita a Elisabetta Sirani, la costruzione medievale detta Casa Grande dell’Ebreo (1410), sede della comunità ebraica e prima banca della zona, infine la Bronzina, edificio tardomedievale, con torre preesistente, che fu albergo dei Grandi di Spagna nel ‘500, successivamente lazzaretto e poi fonderia di bronzo.

ROCCA DEI BENTIVOGLIO (17 giugno, 7 luglio)
Via Contessa Matilde, 10, Bazzano
Situata su un poggio da cui domina il paese e la pianura, conserva tracce di una fortificazione del XIII secolo, visibili in particolare nella torre che dà sul cortile e nell’ala destra del fabbricato. Il castello, per esigenze di rinforzo, fu dotato di due casseri, uno dei quali, successivamente distrutto, venne ricostruito come vera e propria torre, tuttora esistente e conosciuta come "Torre dell’orologio". La trasformazione in palazzo signorile, così come appare oggi al visitatore, risale al ‘500. La Rocca, sede del Museo archeologico “A. Crespellani”, del Centro Musica Intercomunale e del punto informativo ed espositivo della “Strada dei Vini e dei Sapori”, possiede una corte con ottima acustica dove si svolgeranno i concerti che, in caso di pioggia, si terranno nella affrescata “Sala dei Giganti”.

PIAZZA G. GARIBALDI, BAZZANO (23 giugno, 9 settembre)
Creata nel 1895, è contornata da begli edifici, tra i quali spiccano l’Oratorio di Santa Maria del Suffragio (costruito dall’omonima confraternita nel 1673 è a un’unica navata, con decorazioni a stucco di P. Bugatti e due dipinti del Gandolfi; sulla facciata una meridiana), il palazzo detto “La Repubblica”, decorato con curiose teste di cavallo, ed il Palazzo Comunale, costruito nel 1866 su progetto di M. Minelli. Le collezioni comunali comprendono, tra numerose opere pittoriche ottocentesche e novecentesche, molte opere di Adolfo, Ada e Maria De Maria. L’Archivio Storico Comunale ospita la raccolta dei documenti afferenti all’Archivio dei Vicari e dei Capitani della Montagna, che datano dal XIV secolo. A fianco dell’edificio, fontana con statua di bagnante di G. Graziosi, detta “La Giuditta”.

CHIESA DI MONTE SAN GIOVANNI, MONTE SAN PIETRO (24 giugno)
Nella chiesa dedicata a S. Giovanni Battista, è conservato e tuttora funzionante, uno dei più antichi ed importanti organi dell’intero patrimonio organario bolognese. Attribuito ad un membro della famiglia Cipri (sec. XVI-XVII), fu ampliato da un membro della famiglia Traeri (sec. XVII-XVIII) e da un anonimo di scuola bolognese (sec. XIX), infine restaurato da Paolo Tollari di Mirandola nel 1991. È collocato in cantoria sopra la porta di ingresso.

PARCO DELLA CHIUSA/TALON (PRESSO RIFUGIO ANTIBOMBA), CASALECCHIO DI RENO (29 giugno)
Il Parco della Chiusa, noto anche come Parco Talon, è costituito da quanto rimane dei possedimenti dei marchesi Sampieri Talon, che dal '600 costruirono ville e parco nei terreni di loro proprietà; l'attuale struttura del parco lascia intuire l'originaria progettazione: attorno alle ville un ampio giardino, costruito secondo i canoni della scuola francese del Le Notre, poi un piccolo giardino all'italiana, infine un vasto parco all'inglese che apriva scorci suggestivi sul fiume e sui campi e sui vigneti circostanti. Completavano il quadro un laghetto, statue, chioschi, e ambientazioni esotiche, secondo i gusti dell'epoca. Dal 1975 il parco è di proprietà comunale ed è stato aperto al pubblico, e, anche se il tempo e la storia hanno inciso pesantemente, è ancora possibile immaginare gli antichi fasti nobiliari. Il sottosuolo del Parco è inoltre attraversato da un acquedotto romano risalente al 100 a.c., tuttora funzionante e che conduce l'acqua del torrente Setta, captata una decina di chilometri più a monte, fino al centro di Bologna.
Ai margini del parco, il rifugio fu realizzato dal Comune di Casalecchio di Reno nell’inverno del 1943. Scavato completamente in galleria, era considerato tra i più sicuri, resistente anche al colpo in pieno; ha uno sviluppo in lunghezza di 114 metri ed è formato da due tratti longitudinali collegati da un ramo trasversale. Ingresso e uscita sono poste ad altezze differenti, così da poter sfruttare la ventilazione naturale per il ricambio d’aria. Per proteggere i rifugiati da possibili distacchi di roccia la volta del rifugio fu rivestita per alcuni tratti con anello in muratura di mattoni. La capienza di progetto era di 500 persone.

VILLA MELOTTI FERRI SPADA (30 giugno)
Via A. Ferrari, 4, Loc. Calcara, Crespellano
Sorta su progetto di Raffaele Melotti-Ferri all’inizio del novecento come ampliamento della precedente casa padronale (già esistente in epoca napoleonica), la villa è caratterizzata dai tre stemmi di maiolica dipinta che campeggiano sulla facciata e riassumono i casati che si sono avvicendati nella proprietà del fondo “Ca’ Basse” sul quale il palazzo è costruito: il primo a destra, in cui compare un’armatura, è quello della famiglia Ferri, che ci riporta al periodo napoleonico; il secondo, ove compaiono le mele, rimanda alla famiglia Melotti, proprietaria dal 1902; il terzo, raffigurante la stella di Davide, si riferisce alle origine ebraiche della moglie di Raffaele Melotti-Ferri, Eugenia Taussig. Decisamente estrosi i sinuosi motivi floreali liberty raffigurati nelle maioliche che ornano il palazzo. Attualmente la villa è di proprietà della famiglia Spada.

CHIESA DI AMOLA (1 luglio)
Via Amola, Monte San Pietro
Chiesa molto antica, di cui si fa menzione più volte a partire dal ‘300, è dedicata a S. Maria Assunta e conserva una pregevole “Via Crucis” di Mauro Gandolfi. L’organo risale al 1757 ed è opera di Pietro Agati. Al Guardassoni si devono ben tre tele, fra cui la “Madonna Assunta in fioriera” del 1858, benedetta da Pio IX. La cornice in gesso è opera di Giacomo De Maria (1762-1830). Il campanile, danneggiato dagli eventi bellici, fu ricostruito nel 1946.

VILLA TURRINI ROSSI NICOLAJ (6 luglio)
Via Mazzini, 25, Calcara di Crespellano
Costruita in stile neoclassico tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 dai conti Turrini-Rossi, presenta finestre settecentesche, alto colonnato ionico, stemma dei Turrini-Rossi sul frontone, loggia passante al piano terra con dipinti di battaglie napoleoniche. Circondata da un suggestivo parco, ospitò nel 1799 Ugo Foscolo, che i Conti proteggevano dagli austriaci.

VILLA ISOLANI (8 luglio)
Via Montebudello, 40, Loc. Montebudello, Monteveglio
Montebudello è posto su una collina, a due km e mezzo dal capoluogo. L’abitato si suddivide in due luoghi a quasi un km e mezzo l’uno dall’altro. Incontriamo il primo gruppo abitativo attorno alla chiesa; il nome antico della località è Sant’Andrea in Corneliano; il santo è titolare della chiesa, e Corneliano è un ricordo dell’antica colonizzazione romana e si riferisce ad una nota famiglia latina.
Il secondo gruppo di abitazioni, dove sorgeva il castello, è conosciuto come Castellazzo. Del castello, conglobate in una villa privata, rimangono le fondamenta, la torre e il trecentesco oratorio di S. Ubaldo con finestre ogivali.
Palazzo (Villa Isolani): l’elegante costruzione settecentesca, con semplice portale sormontato da un bel balconcino, si affaccia lungo la Via Montebudello nei pressi della Chiesa di S.Andrea. L’edificio si innalza su tre piani, presenta due ali laterali e al centro una torretta con campanella. Nel ‘700 apparteneva agli Isolani, antica famiglia senatoria bolognese, ed era circondata dai loro possedimenti agricoli coltivati ad “arativo, erborato, vidato, con frutti e gelsi”. Da segnalare il bel viale d’accesso fiancheggiato da un doppio filare di frassini che dalla chiesa giunge alla villa e prosegue fino alla località Torre. (dott.ssa Emanuela Rondoni)

PALAZZO DI CUZZANO (13 luglio)
Via Valle del Samoggia, Loc. Ponzano, Castello di Serravalle
Il Palazzo di Cuzzano si trova lungo la valle del torrente Samoggia dove un tempo sorgeva il castello della potente famiglia dei da Cuzzano, che meritò infausta fama per le molte imprese sanguinarie. Banditi a Bologna, i da Cuzzano si rifugiarono nel loro castello opprimendo le popolazioni di questo territorio. Muzzarello da Cuzzano, ribelle al governo cittadino, raggiunse tale potere da essere nominato signore di Monteveglio e di Sassuolo, ottenendo in moglie una delle figlie di Taddeo Pepoli. L’antico castello fu distrutto da un incendio nel 1365 con l’eccezione della torre, che è quanto oggi rimane della struttura più antica. La ricostruzione del palazzo è avvenuta nel sec. XVI e assunse l’aspetto di residenza nobiliare di campagna con forma rettangolare e la loggia centrale passante, decorata con elementi geometrici e floreali. Il corpo centrale è ingentilito da due fabbricati in tutto simili e simmetrici, le cui facciate sono sormontate da un timpano; uno di essi ospita una cappella privata che presenta affreschi risalenti alla fine del XVIII secolo.
A fianco di tali edifici si aprono due grandi portali che danno accesso a corti chiuse, una delle quali è provvista di un ampio porticato rustico.

PIAZZA XV AGOSTO, SAVIGNO (15 luglio)
All’interno della piazza si trova la chiesa di S. Matteo, recentemente restaurata, sorta nel luogo ove fin dal ‘700 era il piccolo oratorio di S. Matteo di Mercato di Savigno, antico nome del paese. Nella piazza si erge il monumento che ricorda i moti del 15 agosto 1843: i mazziniani, guidati da Pasquale Muratori, dopo un tentativo di insurrezione a Savigno, si diressero verso Bologna braccati dalle milizie pontificie. Catturati in gran parte, 107 di essi furono imprigionati, mentre altri 19 furono condannati a morte (6 di loro furono effettivamente giustiziati a Bologna).

PALAZZO ALBERGATI (20 luglio)
Via Masini, 46, Zola Predosa
Palazzo Albergati-Capacelli sorge lungo la via Masini, ancora immersa nella campagna di Zola. Da quasi venti anni è di proprietà della Società Palazzo Albergati Spa. Fu edificato a partire dal 1659 da Girolamo, figlio di Silvio Albergati e di Ippolita Capacelli, per riflettere il prestigio e la ricchezza della famiglia. Per questa residenza, Girolamo Albergati affidò alcune idee proprie al giovane scenografo ed architetto Gian Giacomo Monti; i lavori durarono oltre trenta anni. È considerata la più importante residenza del Seicento emiliano anche per la sua straordinaria integrità, non avendo mai subito modifiche architettoniche. La sua possente mole, lunga 64 m. e larga 32, con quattro bastioni ai cantonali, è sormontata da una torre alta 43 m. L’interno è occupato da un grande salone centrale con una superficie di 250 mq. e un’altezza di 32 m., decorato con stucchi di Gian Filippo Bezzi; nelle sale si ammirano affreschi dei secoli XVII-XVIII. Particolarmente notevoli le originali scale a forma elicoidale, a doppia spirale e la “scala zoppa” con gradini sfalsati. La dimora ha accolto ospiti illustri quali il re di Sardegna Carlo Emanuele III, Federico IV di Danimarca, Giacomo III d’Inghilterra e Carlo Goldoni, di cui quest’anno ricorrono i trecento anni dalla nascita.

ABBAZIA DI MONTEVEGLIO (21 luglio, 29 luglio)
Sorge sulla sommità dell’omonima collina e domina un antico borgo che conserva la fisionomia trecentesca. Un suggestivo percorso recentemente restaurato collega la torre d’ingresso, con una bella merlatura resto dell’antico castello, all’Abbazia attualmente retta da frati francescani. Il tempio attuale risale al XII secolo, mentre la sopraelevazione del tetto del presbiterio è del XIII secolo. Il campanile è del 1400. Anticamente preesistette altra chiesa, come testimonia la cripta, anteriore all’anno mille. A fianco si trova il doppio chiostro quattrocentesco visitabile di norma ogni domenica dalle 15.00 alle 17.00. Sul lato nord, braccio di chiostro più antico, attualmente zona di clausura.

VILLAGGIO SENZA BARRIERE “PASTOR ANGELICUS”, SAVIGNO (22 luglio)
Via Bortolani, 1642, Savigno
Il Villaggio, diretto da una Comunità propria e situato sulle colline bolognesi, ospita il tempo libero di famiglie con portatori di handicap: week-end, vacanze di Natale, di Pasqua ed estive. Il 30% circa dello spazio (ospita fino a 150 persone) è lasciato però a famiglie non coinvolte da questi problemi, con lo scopo di far conoscere “gli altri”, cioè coloro che vivono situazioni diverse. È stato voluto da don Mario Campidori come luogo di incontro nel tempo libero per le persone con handicap, bambini, giovani, anziani, per le loro famiglie, amici, accompagnatori.

VILLA MARESCALCHI (25 luglio)
Via Marescalchi, 13, Casalecchio di Reno
La villa sorge al centro di un vasto parco, nella tenuta di Tizzano, sulle colline bolognesi sovrastanti Casalecchio di Reno, di proprietà della famiglia Marescalchi dal ‘700 ed attualmente dei visconti di Modrone. Nel 1796 il senatore Ferdinando Marescalchi fu prescelto per accogliere Napoleone, allora generale, che entrava in Bologna con le sue truppe. Il discendente Antonio Marescalchi rinnovò la proprietà: unì la residenza ai rustici con un porticato tipicamente bolognese, curò e sviluppò il parco, accrebbe il numero delle cascine, sviluppò l’attività dell’azienda agricola. A lui è intitolata la via che attraversa la tenuta di Tizzano. Gli succedette nella proprietà l’unica figlia Matilde, che sposò il conte Guido Carlo Visconti di Modrone. Durante il secondo conflitto mondiale Tizzano fu requisita ed occupata da un comando tedesco e per questo duramente bombardata nell’aprile del 1945. Perdute le strutture e gli affreschi, ma salvatasi la maggior parte dello splendido porticato, la famiglia Visconti di Modrone ha riadattato con criteri moderni e funzionali gli elementi rimasti, rilanciandoli come centro di una azienda agricola rinomata per il pregio dei suoi vini.

VILLA STAGNI (27 luglio)
Via Puglie, 5, Crespellano
Costruita nel 1474 come fortezza con fossato e torre merlata da Eliseo Cattanei nello stile del secolo, appartiene alla famiglia attuale proprietaria fin dall’inizio dell’‘800. A metà di quel secolo fu demolita la parte centrale ricavandone l’attuale magnifica corte con caratteristico pozzo centrale. Sulla destra la torre è testimonianza dell’antico edificio di stile gotico.

VILLA EDVIGE GARAGNANI (25 agosto)
Via Masini, 11, Zola Predosa
(cliccare sul nome del luogo o sull'indirizzo per visualizzare la mappa) - Procedendo da Bazzano verso Bologna sulla Nuova Bazzanese si esce alla prima strada sulla destra dopo la via di immissione da Ponte Ronca. La Villa è immediatamente dopo l'uscita, sulla destra.
Di proprietà comunale dal 1971, è stata oggetto di un restauro filologico che si è concluso nel 2004. Fu costruita probabilmente nella seconda metà del ‘700. E’ un esempio di dimora borghese per la villeggiatura ed è caratterizzata dalla loggia passante. All’interno vi sono affreschi alla boschereccia attribuiti al Basoli, mentre tra gli elementi rimasti dell’antico giardino vi sono alcuni alberi di notevoli dimensioni come il Cedrus Deodara antistante la villa e la finta grotta nella parte posteriore.

CHIESA DI SAN PROSPERO(26 agosto)
Loc. S. Prospero, Savigno
(cliccare sul nome del luogo o sull'indirizzo per visualizzare la mappa) - Procedendo da Savigno in direzione Tolè, si incontra la località san Prospero. La strada di accesso alla chiesa si trova sulla sinistra, in prossimità di una curva, nelle vicinanze della trattoria bar "Lina Garofani". ATTENZIONE: il giorno del concerto si svolgerà la sagra di san Luigi presso la parrocchia di san Prospero; in ragione di questo potranno riscontrarsi difficoltà con i parcheggi in prossimità della chiesa. Si invitano pertanto i gentili spettatori a non salire fino al piazzale della chiesa in auto, salvo per carico/scarico di persone anziane o con difficoltà motorie. Sarà comunque predisposto un servizio d'ordine.
Originariamente dipendenza della chiesa di S. Giorgio di Samoggia, la chiesa di S. Prospero subì diverse distruzioni: la prima nel 1335 e successivamente nel 1681; l’intero rifacimento è datato al XVII secolo, ma pure durante l’ultimo conflitto mondiale l’edificio fu nuovamente danneggiato.
All’interno si trova un’interessante cappella maggiore e due laterali. Nella maggiore l’altare è dedicato al vescovo S. Prospero, il quale viene rappresentato assieme a S. Stefano in un dipinto di buona fattura; sopra ad esso, in una lunetta, è riprodotta la Discesa dello Spirito Santo; le cappelle laterali sono dedicate alla B.V. del Rosario e a San Giuseppe.

VILLA BECCADELLI GRIMALDI (30 agosto)
Via provinciale, 73, Crespellano
(cliccare sul nome del luogo o sull'indirizzo per visualizzare la mappa) - Procedendo da Bazzano in direzione Bologna, dirca 1,5 km dopo la località Pragatto, la villa si trova sulla sinistra.
Esternamente si presenta come una pregevole struttura, aperta sul giardino da un portico a tre archi che alleggerisce il prospetto principale, esaltandone l’eleganza delle linee. Internamente la tradizione vuole che un membro della famiglia dei Bibiena abbia realizzato, intorno alla metà del Settecento, la sorprendente scala che porta alla loggia del piano superiore. La qualità della struttura potrebbe confermare tale ipotesi: pur nello spazio limitato del vano a pianta rettangolare l’autore del progetto è riuscito a creare un effetto scenografico di straordinaria monumentalità, alleggerito da eleganti festoni di fiori e frutta e da altri motivi vegetali disposti a sottolineare le modanature architettoniche ed i profili delle aperture, ora reali ora cieche, che si alternano alle lesene nelle pareti.
L’edificio è inserito in un bel parco, ove la presenza di locali di servizio, nonché l’ubicazione stessa nella campagna circostante, sono indici della funzione agricola svolta dalla villa nel corso dei secoli. Dopo i Banzi, la proprietà è passata ai marchesi Beccadelli Grimaldi.

ORATORIO DI SANT’EGIDIO (2 giugno) (1 settembre)
Via S. Egidio, Loc. Stiore, Monteveglio
(cliccare sul nome del luogo o sull'indirizzo per visualizzare la mappa) - Sulla strada che da Stiore porta ad Oliveto, sulla destra salendo.
Sorto verso la metà del XIX secolo sulla collina che da Stiore porta ad Oliveto, l’oratorio di S. Egidio ha assunto la sua conformazione attuale grazie alle ristrutturazioni radicali d’inizio novecento. Gli ultimi interventi, negli anni ‘80 dello scorso secolo, ne hanno agevolato la via d’accesso ed hanno ricollocato l’altare al centro del presbiterio.

EREMO DI TIZZANO - CHIESA DEI SS. GIOVANNI BATTISTA E BENEDETTO (2 settembre)
Via Tizzano, Casalecchio di Reno
(cliccare sul nome del luogo o sull'indirizzo per visualizzare la mappa) - Procedendo da Bazzano in direzione Bologna sulla vecchia Bazzanese, circa 1 km. prima della rotonda sulla via Porrettana, si trova un semaforo. Voltare a destra in via Tizzano e seguire la strada principale per circa 3 km. L'Eremo si trova sulla destra.
In un luogo che si prestava magnificamente al ritiro, alla preghiera e allo studio, i monaci camaldolesi di Monte Corona iniziarono nel 1655 la costruzione di un complesso che comprendeva una chiesa, una ventina di celle e due ampi fabbricati. Consacrata nel 1741, venne poi abbandonata in seguito alle invasioni napoleoniche che portarono alla soppressione della comunità, e ripristinata come parrocchia nel 1799. La chiesa, di stile barocco, comprende sette cappelle ed altrettanti altari. Dietro l'altare principale è conservato lo splendido coro di noce lavorato, con 21 stalli. Ai lati della cappella maggiore due tele ovali del Gandolfi rappresentano il Redentore e il Trionfo della Vergine. La seconda cappella a sinistra conserva il veneratissimo Crocifisso, magnifica opera in legno di olivo, risalente al ‘500. La tradizione vuole che provenga dall’oriente, ma non se ne conosce l’autore. Sul tamburo della chiesa è sistemata una pregevole tela rappresentante la flagellazione di Gesù, opera attribuita alla scuola del Carracci.

CHIESA PARROCCHIALE DI S. STEFANO (8 settembre)
Via Contessa Matilde, Bazzano
(cliccare sul nome del luogo o sull'indirizzo per visualizzare la mappa) - Acropoli di Bazzano.
La chiesa arcipretale di Santo Stefano è la struttura più antica dell’acropoli bazzanese. Fondata in epoca altomedievale, la sua prima menzione si trova in un documento del 789. La dedica a Santo Stefano sembra ricondurla ad un’origine bizantina, in un’età in cui è probabile che a Bazzano, ultima propaggine collinare sulla pianura bolognese, già esistesse una struttura difensiva, parte del sistema di fortificazioni bizantine contro il pericolo longobardo. Originariamente la chiesa aveva un impianto a navata unica ed un orientamento opposto a quello odierno; tale assetto fu mutato nel corso dei secoli XVI e XVII nell’ambito della ristrutturazione del complesso della Rocca. La facciata attuale risale al secondo dopoguerra, ma la sua partizione e la bicromia degli archi in laterizio giallo e rosso richiamano importanti edifici romanici, quali la chiesa di Santo Stefano a Bologna. All’interno si trovano pregevoli opere pittoriche: “Santo Stefano”, 1637, di Simone Cantarini allievo di Guido Reni, tele crespiane, opere di Gaetano Gandolfi e di Alessandro Calvi. Da menzionare infine “Il compianto su Cristo”, gruppo in terracotta degli inizi del XIX sec. eseguito da diversi plasticatori quali Piò, Mazza e De Maria. La chiesa di S. Stefano è stata recentemente impreziosita dal radicale restauro conclusosi nell’aprile 2006 che ne ha riportato gli interni al pristino splendore.

PIAZZA G. GARIBALDI, BAZZANO (23 giugno, 9 settembre) (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Creata nel 1895, è contornata da begli edifici, tra i quali spiccano l’Oratorio di Santa Maria del Suffragio (costruito dall’omonima confraternita nel 1673 è a un’unica navata, con decorazioni a stucco di P. Bugatti e due dipinti del Gandolfi; sulla facciata una meridiana), il palazzo detto “La Repubblica”, decorato con curiose teste di cavallo, ed il Palazzo Comunale, costruito nel 1866 su progetto di M. Minelli. Le collezioni comunali comprendono, tra numerose opere pittoriche ottocentesche e novecentesche, molte opere di Adolfo, Ada e Maria De Maria. L’Archivio Storico Comunale ospita la raccolta dei documenti afferenti all’Archivio dei Vicari e dei Capitani della Montagna, che datano dal XIV secolo. A fianco dell’edificio, fontana con statua di bagnante di G. Graziosi, detta “La Giuditta”.

AUDITORIUM DI CALDERINO, MONTE SAN PIETRO (29 settembre)
v. IV novembre, 4, Monte san Pietro
(cliccare sul nome del luogo o sull'indirizzo per visualizzare la mappa)