I Luoghi di Corti, Chiese e Cortili 2009

XXIII edizione

Chiesa parrocchiale di santo Stefano - Castello di Serravalle - Villa Lambertini - Borgo di Oliveto - Chiesa di Monte san Giovanni - Villa Turrini Rossi Nicolaj - Chiesa di Amola - Rocca dei Bentivoglio - Piazza XV agosto - Centro Ca' la Ghironda - Villa Isolani - Villa san Martino - Villa Stagni - Villa Marescalchi - Palazzo di Cuzzano - Villaggio senza barriere "Pastor Angelicus" - Abbazia di Monteveglio - Villa Beccadelli Grimaldi - Chiesa di san Biagio - Oratorio di sant'Egidio - Piazza G. Garibaldi

 

CHIESA PARROCCHIALE DI S. STEFANO (23 maggio)

Via Contessa Matilde, Bazzano (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa) - Acropoli di Bazzano.
La chiesa arcipretale di Santo Stefano è la struttura più antica dell’acropoli bazzanese. Fondata in epoca altomedievale, la sua prima menzione si trova in un documento del 789. La dedica a Santo Stefano sembra ricondurla ad un’origine bizantina, in un’età in cui è probabile che a Bazzano, ultima propaggine collinare sulla pianura bolognese, già esistesse una struttura difensiva, parte del sistema di fortificazioni bizantine contro il pericolo longobardo. Originariamente la chiesa aveva un impianto a navata unica ed un orientamento opposto a quello odierno; tale assetto fu mutato nel corso dei secoli XVI e XVII nell’ambito della ristrutturazione del complesso della Rocca. La facciata attuale risale al secondo dopoguerra, ma la sua partizione e la bicromia degli archi in laterizio giallo e rosso richiamano importanti edifici romanici, quali la chiesa di Santo Stefano a Bologna. All’interno si trovano pregevoli opere pittoriche: “Santo Stefano”, 1637, di Simone Cantarini allievo di Guido Reni, tele crespiane, opere di Gaetano Gandolfi e di Alessandro Calvi. Da menzionare infine “Il compianto su Cristo”, gruppo in terracotta degli inizi del XIX sec. eseguito da diversi plasticatori quali Piò, Mazza e De Maria. La chiesa di S. Stefano è stata recentemente impreziosita dal radicale restauro conclusosi nell’aprile 2006 che ne ha riportato gli interni al pristino splendore.

CASTELLO DI SERRAVALLE (29 maggio)

(cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa) - All'interno del borgo antico di Castello di Serravalle, superare Castelletto in direzione Vignola, lo si trova sulla sinistra.
Si presenta come una tipica borgata medievale, una delle più caratteristiche di tutta la zona. Tolte poche case sparse, l’abitato è compreso nel recinto del castello dei Boccadiferro, nobile famiglia che ne fu proprietaria fino alla fine dell’‘800. L’edificio, adattato a dimora gentilizia intorno al ‘500, presenta nel suggestivo salone d’ingresso un bassorilievo in arenaria raffigurante un cavaliere, Iacopino da S. Lorenzo in Collina, famoso Capitano della Montagna.

VILLA LAMBERTINI (31 maggio)

Via S. Chierlo, 37/a, Monte San Pietro (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Sulla costa discendente dal Monte Bonsara si adagia la massiccia mole del palazzo, imponente edificio coronato da una torretta del XVI secolo. Più che di palazzo si potrebbe parlare di piccola fortezza per il peso e la forza della struttura a pianta quadrata, dotata di grossi bastioni murari agli spigoli del lato a valle. Non ha particolari pregi architettonici, se non la mole ed una certa sensazione di calore familiare, anche per un grazioso e gradevole portichetto su di un lato. Davanti alla villa si apre un ampio prato che si conclude con una piccola collinetta circondata da una corona di pini marittimi che ne fanno una sorta di palcoscenico naturale.

BORGO DI OLIVETO, MONTEVEGLIO (19 giugno)

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Il borgo di Oliveto sorge a 224 m., su una collina anticamente coperta di olivi, in posizione panoramica alla destra del Samoggia. Abitata fin dalla preistoria, la collina fu sede di abitati etruschi e forse romani. Nel 776 passò dal dominio longobardo all’abbazia di Nonantola. Nel 1131 si costituì in libero Comune che aderì poi alle sorti di Bologna. Venne distrutto nel 1428 per ribellione al dominio papale. Sono rimasti alcuni antichi monumenti: scarsi resti del castello dell’XI secolo, l’oratorio di S. Maria delle Grazie (già esistente nell’anno mille e recentemente restaurato), il campanile-torre della Chiesa di S. Paolo, nella quale è custodita una pala seicentesca attribuita a Elisabetta Sirani, la costruzione medievale detta Casa Grande dell’Ebreo (1410), sede della comunità ebraica e prima banca della zona, infine la Bronzina, edificio tardomedievale, con torre preesistente, che fu albergo dei Grandi di Spagna nel ‘500, successivamente lazzaretto e poi fonderia di bronzo.

CHIESA DI MONTE SAN GIOVANNI, MONTE SAN PIETRO (24 giugno)

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Nella chiesa dedicata a S. Giovanni Battista, è conservato e tuttora funzionante, uno dei più antichi ed importanti organi dell’intero patrimonio organario bolognese. Attribuito ad un membro della famiglia Cipri (sec. XVI-XVII), fu ampliato da un membro della famiglia Traeri (sec. XVII-XVIII) e da un anonimo di scuola bolognese (sec. XIX), infine restaurato da Paolo Tollari di Mirandola nel 1991. È collocato in cantoria sopra la porta di ingresso.

VILLA TURRINI ROSSI NICOLAJ, CALCARA DI CRESPELLANO (26 giugno)
Via Mazzini, 25, Calcara di Crespellano (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Costruita in stile neoclassico tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’‘800 dai conti Turrini-Rossi, presenta finestre settecentesche, alto colonnato ionico, stemma dei Turrini-Rossi sul frontone, loggia passante al piano terra con dipinti di battaglie napoleoniche. Circondata da un suggestivo parco, ospitò nel 1799 Ugo Foscolo, che i Conti proteggevano dagli austriaci.

CHIESA DI AMOLA, MONTE S. PIETRO (28 giugno)
Via Amola, Monte San Pietro (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Chiesa molto antica, di cui si fa menzione più volte a partire dal ‘300, è dedicata a S. Maria Assunta e conserva una pregevole “Via Crucis” di Mauro Gandolfi. L’organo risale al 1757 ed è opera di Pietro Agati. Al Guardassoni si devono ben tre tele, fra cui la “Madonna Assunta in fioriera” del 1858, benedetta da Pio IX. La cornice in gesso è opera di Giacomo De Maria (1762-1830). Il campanile, danneggiato dagli eventi bellici, fu ricostruito nel 1946.

ROCCA DEI BENTIVOGLIO, BAZZANO (5 luglio, 7 agosto)
Via Contessa Matilde, 10, Bazzano (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Situata su un poggio da cui domina il paese e la pianura, conserva tracce di una fortificazione del XIII secolo, visibili in particolare nella torre che dà sul cortile e nell’ala destra del fabbricato. Il castello, per esigenze di rinforzo, fu dotato di due casseri, uno dei quali, successivamente distrutto, venne ricostruito come vera e propria torre, tuttora esistente e conosciuta come “Torre dell’orologio”. La trasformazione in palazzo signorile, così come appare oggi al visitatore, risale al ‘500. La Rocca, sede del Museo archeologico “A. Crespellani”, del Centro Musica Intercomunale e del punto informativo ed espositivo della “Strada dei Vini e dei Sapori”, possiede una corte con ottima acustica dove si svolgeranno i concerti che, in caso di pioggia, si terranno nella affrescata “Sala dei Giganti”.

PIAZZA XV AGOSTO, SAVIGNO (12 luglio)

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All’interno della piazza si trova la chiesa di S. Matteo, recentemente restaurata, sorta nel luogo ove fin dal ‘700 era il piccolo oratorio di S. Matteo di Mercato di Savigno, antico nome del paese. Nella piazza si erge il monumento che ricorda i moti del 15 agosto 1843: i mazziniani, guidati da Pasquale Muratori, dopo un tentativo di insurrezione a Savigno, si diressero verso Bologna braccati dalle milizie pontificie. Catturati in gran parte, 107 di essi furono imprigionati, mentre altri 19 furono condannati a morte (6 di loro furono effettivamente giustiziati a Bologna).

CENTRO CULTURALE CA’ LA GHIRONDA, PONTE RONCA - ZOLA PREDOSA (16 luglio)
Via Leonardo da Vinci, 19, Zola Predosa (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Area museale costituita da dieci ettari di parco con grandissima varietà di piante, si trova sulle colline di Ponte Ronca. Il Centro, oggi ampliato su progetto dell’arch. Mario Trenti e dell’ing. Paolo Sorba, ospita opere d’arte contemporanea, e si adagia, senza alterarne l’aspetto, sull’edificio preesistente che contiene opere d’arte classica e moderna. È inoltre luogo ideale per conferenze, convegni e concerti. Le sculture trovano originale collocazione nello splendido parco che contiene anche un anfiteatro naturale da 250 posti. La particolare unione che qui si attua tra arte e natura rende unico questo luogo. Il patrimonio artistico e naturale è stato raccolto e composto da Francesco Martani pittore, scultore e medico. La sua collezione d’arte è di grande pregio e comprende oggi molte opere di autori come Manzù, Colla, Vangi Guidi, Uncini, Depero, Fontana, De Kooning, Bacon, Guttuso, Scialoja, De Chirico, Campigli, Pomodoro, Mastroianni, Cascella e molti altri.

VILLA ISOLANI, MONTEBUDELLO - MONTEVEGLIO (18 luglio)
Via Montebudello, 40, Loc. Montebudello, Monteveglio (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Montebudello è posto su una collina, a due km e mezzo dal capoluogo. L’abitato si suddivide in due luoghi a quasi un km e mezzo l’uno dall’altro. Incontriamo il primo gruppo abitativo attorno alla chiesa; il nome antico della località è Sant’Andrea in Corneliano: il santo è titolare della chiesa, e Corneliano è un ricordo dell’antica colonizzazione romana e si riferisce ad una nota famiglia latina. Il secondo gruppo di abitazioni, dove sorgeva il castello, è conosciuto come Castellazzo. Del castello, conglobate in una villa privata, rimangono le fondamenta, la torre e il trecentesco oratorio di S. Ubaldo con finestre ogivali.
Palazzo (Villa Isolani): l’elegante costruzione settecentesca, con semplice portale sormontato da un bel balconcino, si affaccia lungo la Via Montebudello nei pressi della Chiesa di S.Andrea. L’edificio si innalza su tre piani, presenta due ali laterali e al centro una torretta con campanella. Nel ‘700 apparteneva agli Isolani, antica famiglia senatoria bolognese, ed era circondato dai loro possedimenti agricoli coltivati ad “arativo, erborato, vidato, con frutti e gelsi”. Da segnalare il bel viale d’accesso fiancheggiato da un doppio filare di frassini che dalla chiesa giunge alla villa e prosegue fino alla località Torre. (dott.ssa Emanuela Rondoni)

VILLA SAN MARTINO, SAN MARTINO IN CASOLA - MONTE S. PIETRO (19 luglio)
Via Schiavina, 1, San Martino in Casola, Monte San Pietro (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
La bella residenza di San Martino in Casola con la sua loggia e controloggia è esempio tipico di architettura bolognese di villa della seconda metà del cinquecento. Fu verosimilmente costruita o ristrutturata dai Lucchini, famiglia di ricchi mercanti genovesi stabilitasi a Bologna e travolta sul finire di quel secolo da un grave dissesto economico per la perdita di un galeone ricco di oggetti preziosi.
All'interno un fregio pittorico - elemento caratteristica di tante ville e palazzi rinascimentali di Bologna - decora le sale del piano nobile costituendo con le sue raffigurazioni, una straordinaria testimonianza della vita in campagna.

VILLA STAGNI, CRESPELLANO (24 luglio)
Via Puglie, 5, Crespellano (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Costruita nel 1474 come fortezza con fossato e torre merlata da Eliseo Cattanei nello stile del secolo, appartiene alla famiglia attuale proprietaria fin dall’inizio dell’‘800. A metà di quel secolo fu demolita la parte centrale ricavandone l’attuale magnifica corte con caratteristico pozzo centrale. Sulla destra la torre è testimonianza dell’antico edificio di stile gotico.

VILLA MARESCALCHI, CASALECHIO DI RENO (28 luglio)
Via Marescalchi, 13, Casalecchio di Reno (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
La villa sorge al centro di un vasto parco, nella tenuta di Tizzano, sulle colline bolognesi sovrastanti Casalecchio di Reno, di proprietà della famiglia Marescalchi dal ‘700 ed attualmente dei visconti di Modrone. Nel 1796 il senatore Ferdinando Marescalchi fu prescelto per accogliere Napoleone, allora generale, che entrava in Bologna con le sue truppe. Il discendente Antonio Marescalchi rinnovò la proprietà: unì la residenza ai rustici con un porticato tipicamente bolognese, curò e sviluppò il parco, accrebbe il numero delle cascine, sviluppò l’attività dell’azienda agricola. A lui è intitolata la via che attraversa la tenuta di Tizzano. Gli succedette nella proprietà l’unica figlia Matilde, che sposò il conte Guido Carlo Visconti di Modrone. Durante il secondo conflitto mondiale Tizzano fu requisita ed occupata da un comando tedesco e per questo duramente bombardata nell’aprile del 1945. Perdute le strutture e gli affreschi, ma salvatasi la maggior parte dello splendido porticato, la famiglia Visconti di Modrone ha riadattato con criteri moderni e funzionali gli elementi rimasti, rilanciandoli come centro di una azienda agricola rinomata per il pregio dei suoi vini.

PALAZZO DI CUZZANO, PONZANO - CASTELLO DI SERRAVALLE (31 luglio)
Via Valle del Samoggia, Loc. Ponzano, Castello di Serravalle (sulla via tra Zappolino e Savigno) (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Il Palazzo di Cuzzano si trova lungo la valle del torrente Samoggia dove un tempo sorgeva il castello della potente famiglia dei da Cuzzano, che meritò infausta fama per le molte imprese sanguinarie. Banditi a Bologna, i da Cuzzano si rifugiarono nel loro castello opprimendo le popolazioni di questo territorio. Muzzarello da Cuzzano, ribelle al governo cittadino, raggiunse tale potere da essere nominato signore di Monteveglio e di Sassuolo, ottenendo in moglie una delle figlie di Taddeo Pepoli. L’antico castello fu distrutto da un incendio nel 1365 con l’eccezione della torre, che è quanto oggi rimane della struttura più antica. La ricostruzione del palazzo è avvenuta nel sec. XVI e assunse l’aspetto di residenza nobiliare di campagna con forma rettangolare e la loggia centrale passante, decorata con elementi geometrici e floreali. Il corpo centrale è ingentilito da due fabbricati in tutto simili e simmetrici, le cui facciate sono sormontate da un timpano; uno di essi ospita una cappella privata che presenta affreschi risalenti alla fine del XVIII secolo. A fianco di tali edifici si aprono due grandi portali che danno accesso a corti chiuse, una delle quali è provvista di un ampio porticato rustico.

VILLAGGIO SENZA BARRIERE “PASTOR ANGELICUS”, BORTOLANI DI SAVIGNO (2 agosto)
Via Bortolani, 1642, Savigno (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Il Villaggio, diretto da una Comunità propria e situato sulle colline bolognesi, ospita il tempo libero di famiglie con portatori di handicap: week-end, vacanze di Natale, di Pasqua ed estive. Il 30% circa dello spazio (ospita fino a 150 persone) è lasciato però a famiglie non coinvolte da questi problemi, con lo scopo di far conoscere “gli altri”, cioè coloro che vivono situazioni diverse. È stato voluto da don Mario Campidori come luogo di incontro nel tempo libero per le persone con handicap, bambini, giovani, anziani, per le loro famiglie, amici, accompagnatori.

ABBAZIA DI MONTEVEGLIO (30 agosto)

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Sorge sulla sommità dell’omonima collina e domina un antico borgo che conserva la fisionomia trecentesca. Un suggestivo percorso recentemente restaurato collega la torre d’ingresso, con una bella merlatura resto dell’antico castello, all’Abbazia attualmente retta da frati francescani. Il tempio attuale risale al XII secolo, mentre la sopraelevazione del tetto del presbiterio è del XIII secolo. Il campanile è del 1400. Anticamente preesistette altra chiesa, come testimonia la cripta, anteriore all’anno mille. A fianco si trova il doppio chiostro quattrocentesco visitabile di norma ogni domenica dalle 15.00 alle 17.00. Sul lato nord, braccio di chiostro più antico, attualmente zona di clausura.

VILLA BECCADELLI GRIMALDI, CRESPELLANO (3 settembre)
Via provinciale, 73, Crespellano (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Esternamente si presenta come una pregevole struttura, aperta sul giardino da un portico a tre archi che alleggerisce il prospetto principale, esaltandone l’eleganza delle linee. Internamente la tradizione vuole che un membro della famiglia dei Bibiena abbia realizzato, intorno alla metà del Settecento, la sorprendente scala che porta alla loggia del piano superiore. La qualità della struttura potrebbe confermare tale ipotesi: pur nello spazio limitato del vano a pianta rettangolare l’autore del progetto è riuscito a creare un effetto scenografico di straordinaria monumentalità, alleggerito da eleganti festoni di fiori e frutta e da altri motivi vegetali disposti a sottolineare le modanature architettoniche ed i profili delle aperture, ora reali ora cieche, che si alternano alle lesene nelle pareti.
L’edificio è inserito in un bel parco, ove la presenza di locali di servizio, nonché l’ubicazione stessa nella campagna circostante, sono indici della funzione agricola svolta dalla villa nel corso dei secoli. Dopo i Banzi, la proprietà è passata ai marchesi Beccadelli Grimaldi.

CHIESA DI SAN BIAGIO, SAVIGNO (4 settembre)
Località S. Biagio, Savigno (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Non è conosciuta l’epoca della fondazione della parrocchia di San Biagio ma si hanno documenti che ne dichiarano la presenza già nel 1366, dedicata però a San Martino. Ci sono invece altri documenti che la indicano sia con l’uno che con l’altro nome, in un documento del 1400 si fa riferimento alla costruzione come “chiesa di S. Biagio di Savigno nella villa di S. Martino”. Dal XVI secolo la chiesa si indicò solo come S. Biagio, ed era collocata “presso all’antico castello di Savigno in luogo detto al presente ‘chiesa vecchia’. Quindi per generosa donazione dei fratelli Bignami trovato l’opportuno terreno, a 16 miglia da Bologna fuori di porta S. Isaia, si edificò la nuova chiesa, che dietro licenza del vescovo Gio. Battista Scarselli fu benedetta nel 1741”.
La chiesa aveva l’altare maggiore consacrato a S. Biagio, rappresentato in una tela dipinta a olio, ai lati due cappelle minori.
Negli anni fra il 1906 e il 1919 fu costruita la chiesa attuale, a pochi passi dalla precedente e sempre dedicata a San Biagio. Il quadro del Santo Patrono sull’altare maggiore è del Guardassoni (1819-1888).

ORATORIO DI SANT’EGIDIO, STIORE DI MONTEVEGLIO (5 settembre)
Via S. Egidio, Loc. Stiore, Monteveglio (cliccare sul nome del luogo per visualizzare la mappa)
Sorto verso la metà del XIX secolo sulla collina che da Stiore porta ad Oliveto, l’oratorio di S. Egidio ha assunto la sua conformazione attuale grazie alle ristrutturazioni radicali d’inizio novecento. Gli ultimi interventi, negli anni ‘80 dello scorso secolo, ne hanno agevolato la via d’accesso ed hanno ricollocato l’altare al centro del presbiterio.

PIAZZA G. GARIBALDI, BAZZANO (13 settembre)

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Creata nel 1895, è contornata da begli edifici, tra i quali spiccano l’Oratorio di Santa Maria del Suffragio (costruito dall’omonima confraternita nel 1673 è a un’unica navata, con decorazioni a stucco di P. Bugatti e due dipinti del Gandolfi; sulla facciata una meridiana), il palazzo detto “La Repubblica”, decorato con curiose teste di cavallo, ed il Palazzo Comunale, costruito nel 1866 su progetto di M. Minelli. Le collezioni comunali comprendono, tra numerose opere pittoriche ottocentesche e novecentesche, molte opere di Adolfo, Ada e Maria De Maria. L’Archivio Storico Comunale ospita la raccolta dei documenti afferenti all’Archivio dei Vicari e dei Capitani della Montagna, che datano dal XIV secolo. A fianco dell’edificio, fontana con statua di bagnante di G. Graziosi, detta “La Giuditta”.